Claudio De Tullio , giovane Dj pugliese , vanta collaborazioni con artisti di caratura internazionale quali Madonna, Jazzanova, Kevin Saunderson, Black Coffee, Tania Vulcano, Joey Negro, Ricky Morrison, Terry Hunter, Miguel Campbell, Mark Knight, Frankie Knuckles, Kenny Carpenter, Dennis Ferrer, Dimitri From Paris, Reboot, Hector Romero, Quentin Harris, Ben Pearce, Pastaboys, Alex Blacks, Dennis Ferrer, Patrick Topping, Dino Lenny e molti altri.Nel 2016 pubblica il suo primo album, dal quale è stato estratto il singolo "For My Life"

Suonare è un po’ come raccontare una storia, in particolar modo quella di noi stessi, noi musicisti. Nel mondo musicale odierno è molto complesso etichettare un artista con un determinato genere, e sempre più è indispensabile essere aperti a nuove influenze e sperimentazioni. Quanto influisce tutto ciò nei vostri set e nelle vostre produzioni?

Emozione per me è "il ritorno dei ricordi". Raccontare una storia, significa riproporre sotto differenti prospettive le proprie esperienze, i propri ricordi. I miei Dj set, come le mie produzioni, sono ricchi di passione, adoro spaziare e indagare generi differenti senza mai perdere di vista quello principale: il Soul. Vorrei aggiungere inoltre che la preparazione maniacale dei miei set è fondamentale.

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Da anni ci si chiede quale sia la chiave che permette ad un artista di pervadere l’anima dell’ascoltatore con la propria musica. C’è un segreto?

La risposta è molto semplice: Personalità. Solo in questo modo ci si può liberare dalle redini tenute dal sistema. Il rischio è indiscutibilmente una virtù dei grandi artisti.

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Come si concretizza una tua idea musicale? E’ uno sviluppo prettamente intuitivo o in gran parte strutturato?

Generalmente preferisco arrivare in studio con un' idea ben precisa da sviluppare, sempre senza scadenza, e con grande libertà. Non voglio ancorarmi ad un determinato tipo di mercato, preferisco sperimentare secondo i canoni personali di bellezza ed equilibrio.