Mike Human, nome d'arte di Michele Polonini è un Dj italiano focalizzato sulla produzione di musica Techno - ambient e Deep House. La sua musica è caratterizzata da suoni sintetici curati nei minimi dettagli, che si riveleranno nel suo prossimo EP, presto in uscita sull'etichetta discografica Ogopogo Records.

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Suonare è un po’ come raccontare una storia, in particolar modo quella di noi stessi, noi musicisti. Nel mondo musicale odierno è molto complesso etichettare un artista con un determinato genere, e sempre più è indispensabile essere aperti a nuove influenze e sperimentazioni. Quanto influisce tutto ciò nei vostri set e nelle vostre produzioni?

Ciò che è rilevante in qualsiasi tipologia musicale è provare delle emozioni. Ed è indiscutibilmente ciò che sta alla base di tutte le mie produzioni, nel dettaglio: cercare di trasmettere l'idea in relazione al contesto concettuale che si crea nella mia mente. La musica è il solo mezzo in grado di fornirmi gli strumenti adatti per la rielaborazione materiale di un idea, per definizione, immateriale. Essere aperto a nuove influenze, senza pregiudizi, facendo una sintesi tra passato e presente mi permette di realizzare un prodotto musicale che si specchia nella realtà senza filtri.

Da anni ci si chiede quale sia la chiave che permette ad un artista di pervadere l’anima dell’ascoltatore con la propria musica. C’è un segreto?

Il segreto è la musica stessa. I "sovrumani silenzi" che essa crea al di là della vista mi portano ogni qualvolta ad aspettare quel momento in cui "Qualcosa accade", una scintilla, un momento che sconvolge e allo stesso tempo rivede la drammaturgia dell'istante musicale, aprendosi in una danza tra armonia ed emozione.

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Come si concretizza una tua idea musicale? E’ uno sviluppo prettamente intuitivo o in gran parte strutturato?

Ogni produzione è strutturata in maniera specifica, ovviamente dopo un'immancabile dose d'intuizione. Un'idea si genera dall'ascolto di molta musica differente, ma sempre selezionata. Successivamente, grazie alla tecnica sviluppata negli anni inizio la costruzione del corpo del brano, per poi lasciare spazio all'immaginazione, naufragando nel mare pervaso dall'inaspettato.