Giovanni Ferrazzi, sound designer e compositore indirizzato alla musica elettroacustica, ha studiato Computer Music presso il Conservatorio "G.Verdi" di Milan, laureandosi con una tesi intitolata "Software & Remix Culture: the productive processes of the contemporary aestetich". I suoi interessi spaziano dalla pura composizione sperimentale, alle installazioni multimediali, per poi giungere a cambi artistici che toccano il cinema e la Computer Science.

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Nel panorama culturale odierno come ti definiresti? Quale percorso ti ha portato ad entrare a fare parte di “Clockbeats”?

Bella domanda, credo che il panorama culturale odierno sia difficile da definire, simile ad una impalpabile e vasta nube di contenuti e informazioni (delle più varie e valide). Questi contenuti circondano ogni persona che “respira” ed “espira” in questa nube, contribuendo al suo accrescimento. In questo panorama sto cercando di focalizzare la mia attenzione e la mia ricerca nel settore multimediale, perché sono un appassionato di arte in tutte le sue forme, in particolare di musica, cinema, video art, pittura e scrittura.Ho conosciuto Clockbeats durante la collaborazione al concerto della sua orchestra (ad ottobre dell’anno scorso), realizzando assieme a un mio amico e compagno di studi al Conservatorio di Milano i video audio-reattivi che accompagnavano i brani realizzati durante il concerto. Soddisfatti dall’esperienza, abbiamo mantenuto i contatti, cosa che mi ha permesso di fare altre esperienze, come quella di registrazione dei concerti al Red Theater, ed ora questa esperienza di workshop e insegnamento.

Quali sono le caratteristiche più importanti che un insegnante deve possedere? Con quale metodo cerchi di sollecitare l’intelletto di uno studente? In che modo cerchi di rendere “leggibili” le tue esperienze e la tua conoscenza?

Un buon insegnante deve avere conoscenza da trasmettere, pazienza, e capacità di intuire le necessità e le facoltà di apprendimento dello studente.Io non seguo un metodo preciso, mi sento decisamente “italiano” in questo senso: ho un approccio pragmatico all’insegnamento. L’allievo ha bisogno di solide basi teoriche che vanno alimentate con lo studio e la pratica, cercando di seguire al meglio le esigenze e i tempi di apprendimento di ognuno. Credo anche che l’insegnante debba continuare ad essere “studente”, nel senso che deve essere sempre aperto a imparare cose nuove dagli altri, ancor di più dai propri studenti.

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Clockbeats lancia l’idea di #CLOCKCAFE. Potresti descriverci l’idea del progetto e come si articolerà?

Certo, #CLOCKCAFE permetterà la realizzazione di una serie di workshop all’interno di Clockbeats improntati su argomenti come sound design, programmazione e produzione musicale a tutto tondo. Nello specifico, io terrò workshop sull’utilizzo di Ableton Live a più livelli: di base, per impararne gli strumenti e il metodo di lavoro, e più avanzati, sulla produzione, sul sound design e quindi sulla personalizzazione e la ricerca di un proprio “suono” caratteristico attraverso la creazione di proprie banche timbriche e rack di effetti in Ableton e Max4Live.

CLOCKCAFE 03 : https://www.facebook.com/events/261570441037413/