Richie Hawtin negli anni ha dimostrato la volontà di una continua ricerca e mutevolezza artistica, senza mai perdere lo spirito underground che lo contraddistingue.

Ho sempre ammirato la figura artistica di Richie Hawtin, Dj e producer (aggiungerei compositore) sempre pronto ad intercettare i nuovi cambiamenti tecnologici per farli poi propri. Il Deus Ex Machina della musica elettronica stupisce continuamente il proprio pubblico con nuove prospettive musicali, senza mai scadere nel banale e nel commerciale. Ed è proprio questo anche un punto a suo favore: mantenere lo spirito underground che lo contraddistingue nonostante la sua grande fama.

La ricerca sonora di Richie Hawtin

Ebbene si Richie Hawtin non solo fa musica ma compone esperienze. Pensiamo ad esempio all'esibizione al museo Guggenheim Museum di New York (sotto lo pseudonimo di Plastikman), sino a quelle più recenti di "Close", show audio visivo virtuosistico in cui ispirazione e concetto si fondono in un pulviscolo di interazioni elettroniche (analogiche e digitali) creando una "stanza" dai mille piani. A differenza di altri Dj, l'artista canadese non si ferma soltanto al mondo della musica, ma spazia in campi artistici affini, come le arti visive (grande fonte di ispirazione per lui è ad esempio Anish Kapoor), definendo così la propria arte come processo multidimensionale e multi-sensoriale. Per un compositore la ricerca è un punto di snodo fondamentale, quel processo che permette di giungere ad un' identità artistica precisa, per ottenere un risultato che non solo "suoni bene" ma significhi qualcosa. Richie Hawtin non solo lo fa attraverso la strutturazione di nuove modalità performative ma anche con costruzione di un proprio strumento, generato per amplificare i propri bisogni artistici (ad esempio il nuovo mixer Model 1)

La musica di Hawtin

Suoni fini, delicati, droni che appiano e scompaiono si fanno tema e contro-tema per lasciare spazio poi alle sonorità sintetiche delle storiche drum machine. L'immancabile Roland TB 303 disegna dei giochi melodici mai scontati che nel corso dei suoi brani continuano a mutare rimanendo così imprevedibili e avvolti da velo di rumore. "Differenz und Wiederholung" (differenza e ripetizione) potrebbe essere associato alla sua musica che, pervasa dalle ritmicità tribali come a ricordare un sogno lontano, connette il passato al futuro, tra modulazioni di frequenza, granulazioni e compattezza ritmica.  Trovo personalmente interessante inoltre la ricerca di una ritmicità più complessa, che non si ferma alle tendenze stabilitesi nel mondo techno, ma cerca di raggruppare i suoni in strutture e meta-strutture differenti, non solo indirizzate al ballo ma anche all'ascolto.

Grandi artisti si definiscono per la capacità con cui riescono a trasmettere concetti tradotti in differenti forme artistiche, evitando di dare direttamente al pubblico ciò che vuole bensì istruendolo con la propria arte.

"There is necessarily a plurality of arts, and however we may imagine the ways in which the arts might intersect there is no imaginable way of totalizing this plurality" (Alain Badiou)